martedì 29 maggio 2012

GABRIELE ADINOLFI A CASAGGì: EUROPA TRA INCUBO E DESTINO...




“Europa: tra incubo e destino”. E’ il titolo dell’incontro che si terrà a Casaggì e che coinvolgerà il “Centro Studi Polaris”, con la presenza di Gabriele Adinolfi. Un titolo che ci riporta alla realtà con la dolorosa constatazione di una crisi economica che affligge il continente. Una crisi che ha colpito duramente la Grecia, ma che colpirà ancora se si affiderà la sua risoluzione a quegli stessi poteri che hanno contribuito a crearla. Il ruolo dei poteri forti e del sistema bancario, il nostro debito pubblico, imprese e lavoro, crescita e signoraggio: ne parleremo insieme venerdì 15 giugno alle 21. Saranno suggerite le misure per combattere la crisi, richiamando anche il destino della nostra Europa, certamente altro rispetto all’attuale.

VENERDì 15 GIUGNO ORE 21 
EUROPA: TRA INCUBO E DESTINO
con Gabriele Adinolfi
DALLE 19 APERITIVO E CENA PER TUTTI
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

domenica 27 maggio 2012

SKOLL A CASAGGì E UN BRIVIDO LUNGO LA SCHIENA...



Skoll, a Casaggì, è sempre il benvenuto. Aveva suonato, a casa nostra, lo scorso 28 novembre, con una serata magnifica che aveva letteralmente entusiasmato il pubblico. Sei mesi dopo ha replicato, presentando il suo "Questo mondo non basta. Uomini ed eroi", un bellissimo libro che abbiamo gustato tra musica e parole, tutto dedicato ai grandi temi e ai grandi personaggi che hanno animato e animano il nostro percorso di lotta e di identità. Un libro atteso, che ha riempito all'inverosimile i nostri locali e ha trascinato il pubblico, giovanissimo, per tutta la serata.  

Chi scrive fa politica da anni e di libri, di concerti e di serate ne ha viste scorrere tante. Ognuna ha lasciato qualcosa, ma poche hanno saputo trasmettere un bagaglio di emozioni e di idee capace di far da cornice a quella scelta di vita ormai compiuta e irreversibile. Questa è una delle poche che ha colpito al cuore.

Quando Skoll parla di certi temi e usa certe parole si può sentire un brivido scorrere lungo la schiena: è la testimonianza del sacrificio di Yukio Mishima, la goccia di sudore che accompagna un combattimento di kendo, l'eroica semplicità dei ragazzi del Piave con la grappa buona e i baffi all'insù, è il sacrifico e il valore sulla sabbia di El Alamein o il sorriso di Sergio Ramelli. 

Sono i tanti attimi meravigliosi che abbiamo trascorso assieme, le mille battaglie combattute spalla a spalla, le notti in bianco, le botte date e prese, i tanti piccoli e silenziosi gesti che condiscono la nostra quotidianità e danno un senso a tutto. Siamo noi, stretti e abbracciati sotto al palco, mentre cantiamo a squarciagola la nostra rabbia e il nostro amore.

E allora, quando succedono queste cose, conta solo essere lì, a scolpire nella mente e nell'anima l'istantanea di un momento che non dimenticherai, perchè è tuo e di altre mille persone che contribuiscono a renderlo unico. E' la Comunità, una cosa che non si può spiegare con le parole, perchè occorre viverla e sentirsela addosso. 

domenica 13 maggio 2012

SKOLL A CASAGGì: MUSICA, PAROLE E FESTA DEI RIBELLI!




Sabato 26 maggio il Movimento Studentesco Nazionale e Casaggì faranno festa, dopo un anno politico frenetico e ricco di eventi, di novità e di soddisfazioni. Farà festa con la musica, con la voglia di Comunità e di allegria, con i tanti calici che si alzeranno al cielo e con le Idee, quelle di sempre e che non mancano mai. La festa dei ribelli.

L'ospite, come sempre atteso, sarà Skoll. Andrà in scena la presentazione di "Questo mondo non basta. Uomini ed eroi", il suo libro fresco di stampa, che presenterà con uno spettacolo imperdibile  in versi, musica e parole. Un concerto sui generis, ricco di spunti e di percorsi, oltre che di note e di suoni. 

"Questo mondo non basta. Uomini ed eroi", secondo la descrizione che ne dà l'editore, è un collage di storie di uomini, donne, eroi. Storie fatte di sacrifici, imprese, Ideali e Valori. Storie che Federico “Skoll” Goglio racconta prendendo spunto dai versi di alcuni suoi brani. 


Leggeremo, tra gli altri, del Comandante Massud, di Brigitte Bardot, di Evita, degli Uomini di El Alamein, di Mishima. Forse, sfogliando il libro, a qualcuno verrà anche spontaneo canticchiare e riascoltare le canzoni che, lungo un percorso artistico di più di dieci anni, Skoll ha portato in giro per i palchi di tutta Italia e non solo. Queste pagine sono una sintesi di parole e musica. Vita, esperienze, emozioni. Testa e cuore. Lacrime e buon umore.

E se il mondo di oggi è, purtroppo, di coloro che “non ci provano nemmeno – scrive Skoll - e nascondono la loro inadeguatezza, denigrando gli altri con sufficienza e aria di superiorità, gli Uomini che hanno deciso di vivere diversamente, quelli che non conoscono confini, spazi e tempo, sono già andati oltre, con la schiena sempre dritta. Per loro, che sono grandezza, esempio e slancio, questo mondo non basta!”.

SABATO 26 MAGGIO ORE 21
FESTA DEI RIBELLI E MUSICA CON SKOLL
dalle 19 apericena per tutti con piatti caldi
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

venerdì 11 maggio 2012

FIRENZE HA RICORDATO SERGIO RAMELLI...



Come da tradizione Firenze ha ricordato Sergio Ramelli, giovane vittima dell’odio antifascista e della brutalità della violenza politica più cieca. E lo ha fatto nel migliore dei modi, assieme ai ragazzi di Casaggì e della Giovane Italia.

Una sala gremita, quella dell’Hotel Mediterraneo, affollata da gente di ogni età, con militanti di ogni generazione e semplici cittadini spinti dalla curiosità ad approfondire il clima degli anni di piombo attraverso la visione di “Milano Burning” e l’ascolto attento degli interventi di Paola Frassinetti, militante del FdG milanese assieme a Sergio ed oggi deputata; di Paolo Bussagli, regista dell’opera; di Achille Totaro, senatore e storica anima della destra fiorentina e di Francesco Torselli, consigliere comunale e fondatore di Casaggì.

Coinvolgente e a tratti commovente il documentario, realizzato grazie alla collaborazione dell’ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e oggi veicolato in ogni città grazie all’impegno dei tanti attivisti e delle tante sigle che hanno raccolto il testimone ideale dell’impegno politico identitario e non conforme. Un viaggio nella memoria e nei racconti di chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto uno dei più tragici episodi della storia italiana, un fatto di sangue frutto di una spietata logica omicida e di una lucida strategia di annientamento sistematico e premeditato dell’avversario politico, come nella prassi marxista. Una strategia che ha comunque, ancora, degli strascichi evidenti: nel filmato si mostrano i manifesti che, lo scorso anno, furono affissi fuori dalla sede di Casaggì, inneggianti proprio all’assassinio di Sergio. Gesti che lasciano sconcertati.

“Milano Burning” racconta la ricostruzione dei processi, le testimonianze dei vecchi amici di Sergio, dei suoi camerati, delle persone che lo hanno conosciuto e che hanno vissuto sulla propria pelle la tragedia del fanatismo di Avanguardia Operaia, che arriva a massacrare un diciottenne a colpi di chiave inglese senza neanche conoscerlo, solo perché aveva scritto un tema “scomodo” nel quale condannava le azioni omicide delle Brigate Rosse, che allora erano ancora considerate “sedicenti” e godevano di ottime coperture e di forti appoggi anche nelle alte sfere della società italiana.

Restano impresse le parole e lo sguardo di Anita Ramelli, madre di Sergio e donna dotata di una forza e di una dignità impagabili. Una donna che dopo aver subito l’assassinio del figlio sotto la finestra della propria camera è costretta a dover trasferire l’altro figlio lontano da Milano, perché minacciato di morte in quanto fratello di un fascista morto. Una donna costretta a subire, per anni e anni, telefonate minatorie e scritte sul portone, lettere anonime e spergiuri pubblici, nell’indifferenza e nell’omertà di quanti, in quegli anni, osservavano questo scempio in silenzio, perché impauriti dalla violenza dell’estrema sinistra. Quelli che da dietro le finestre osservavano ogni giorno, per anni, i subumani che andavano a gettare l’immondizia sul luogo del delitto, accanto ai fiori deposti dagli amici di Sergio, come spregio alla ragione e all’umanità, come ultima infamia di una sequela infinita di amenità. Una donna costretta a non veder neanche celebrare per intero il funerale del proprio figlio, perché “adunata sediziosa”, tra le cariche della polizia e la gente chiusa nei cellulari e portata in Questura senza motivo, solo perché presente ad un rito funebre che in quei giorni nessun parroco volle celebrare per paura delle ritorsioni antifasciste. Una donna che tuttavia non ha mai odiato, che non ha usato una sola parola di sproloquio, che non ha urlato, che ha parlato con la tranquillità e la forza d’animo di chi affronta la vita per come viene, senza paura.

Ed è così che va vissuto l’impegno politico, da ogni parte: con dignità e senza paura. Nella convinzione che le vie da percorre siano quelle dell’onore e non quelle dell’odio e della morte. 

mercoledì 25 aprile 2012

25 APRILE: OMAGGIO AI CADUTI DELLA RSI...





Anche quest'anno, come da sempre ogni 25 aprile, la Comunità umana e politica di Casaggì ha reso omaggio ai caduti della Repubblica Sociale Italiana al sacrario di Trespiano. Un'ottantina di ragazzi, inquadrati e in silenzio, hanno commemorato il sacrificio di quegli italiani che, indossando una divisa e combattendo per il tricolore, hanno cercato con grande dignità e immenso coraggio di riscattare l'onore perduto dopo l'8 di settembre del 1943. 

Hanno perso militarmente, ma hanno vinto la sfida più grande: quella di dimostrare al mondo che esisteva - e forse esiste ancora - un'Italia capace di sforzi eccezionali, fiera, impavida e lucidamente innamorata delle proprie tradizioni e della propria identità. Gesta, quelle di chi ha combattuto per lo spirito contro la materia, che in questo tempo di edonismo e di gingilli non sono minimamente compresi nella sua essenza, ma che restano comunque al centro della storia del nostro paese, piaccia o meno alle vulgate del buonismo. 

Con noi non c'erano gonfaloni e fasce tricolori, ma solo tanti ragazzi, qualche reduce e qualche consigliere locale, da sempre legato a questa storia. Non c'erano retoriche di facciata e pompose cerimonie: ci è bastato sentire, scandita nel vento, la preghiera del Legionario. Tutto il resto, poi, vive sulle gambe di chi può capire.

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DI SEGUITO RIPORTIAMO LA NOTA RILASCIATA ALLA STAMPA DA FRANCESCO TORSELLI E DALLA GIOVANE ITALIA, PRESENTI ALLA COMMEMORAZIONE DA NOI ORGANIZZATA:

25 APRILE, UNA DELEGAZIONE DI CASAGGÌ, GIOVANE ITALIA E PDL HA RESO
OMAGGIO AI CADUTI DELLA REPUBBLICA SOCIALE.

Questa mattina una delegazione composta da circa 80 militanti di Casaggì e della Giovane Italia, guidata dal Presidente cittadino, Marco Scatarzi e dal Presidente provinciale Alessandro Draghi, ha reso omaggio al sacrario dei caduti della Repubblica Sociale Italiana presso il cimitero di Trespiano.

Alla cerimonia hanno preso parte numerosi presidenti e dirigenti della Giovane Italia oltre ad alcuni dirigenti ed eletti del Popolo della Libertà, tra i quali il consigliere provinciale Piergiuseppe Massai ed i consiglieri comunali fiorentini Francesco Torselli e Jacopo Cellai, oltre a Marco Cellai storico esponente della destra politica fiorentina.

"Questa iniziativa - ha dichiarato il consigliere comunale Torselli - non deve essere letta né in maniera polemica, né tanto meno in maniera provocatoria, anzi, vuole essere un passo importante sulla strada della pacificazione nazionale".

"Troppo spesso, specie a ridosso di date importanti per la storia del nostro paese, come quella odierna, - ha proseguito l'esponente del PdL e dirigente nazionale della Giovane Italia - si sente abusare di questa espressione, ma cosa è stato fatto, in concreto per arrivare a costruire una vera e propria memoria condivisa? Poco o niente, visto che per arrivare alla pacificazione di questa ferita risalente a 70 anni fa, il primo passo dovrebbe essere quello di riconoscere che da entrambe le parti vi sono stati tanti ragazzi che si sono arruolati per servire la propria nazione, così come, sempre da entrambe le parti, si sono commesse violenze e crimini per troppo tempo taciuti".

"Chi riposa in quel sacrario, caduto a 16 anni o poco più, per una guerra ormai perduta, non può essere liquidato sommariamente come un criminale o un massacratore di ebrei, in molti di quei ragazzi è stato l'amore di patria e la voglia di riscattare l'onore perduto dalla propria nazione ad alimentare le scelte fatte. Purtroppo - ha concluso Torselli - anche quest'anno nessun ricordo è stato dedicato alla memoria dei "vinti" preferendo alimentare le solite polemiche tra chi vorrebbe la storia scritta a senso unico e chi non ha remore a strumentalizzare i caduti di una delle pagine più tristi della storia d'Italia per ritagliarsi un minimo di visibilità mediatica".

martedì 17 aprile 2012

MILANO BURNING: FIRENZE RICORDA SERGIO RAMELLI...


Sergio Ramelli aveva diciotto anni, viveva a Milano e studiava al liceo Molinari. Le sue scelte politiche, in quella scuola, era note a tutti: Sergio era un militante della destra giovanile e nel febbraio del 1975 scrisse un tema nel quale criticava gli omicidi a sfondo politico compiuti dalle Brigate Rosse. Il suo tema fu notato da alcuni elementi vicini alla sinistra radicale, che presto decisero di vendicare l’affronto. Il nome di Sergio fu segnalato al servizio d’ordine di Avanguardia Operaia, che decise di agire. 

Il 13 marzo del 1975 Sergio venne aspettato sotto casa da un commando composto da otto studenti universitari, che lo massacrarono a colpi di chiave inglese, spaccandogli il cranio. Non lo conoscevano, ma qualcuno aveva dato loro una foto segnaletica. Sergio rimase in come per 47 giorni e spirò il 29 aprile del 1975, dopo una lunga agonia. Durante il ricovero i parenti e gli amici dovevano essere scortati all’interno dell’ospedale, per evitare che gli attivisti dell’estrema sinistra li aggredissero o facessero loro delle foto per “schedarli”.

La notizia della sua morte venne accolta con un applauso dal consiglio comunale di Milano, che fischiò l’intervento di commiato dei consiglieri del Msi e offese brutalmente la memoria di Sergio con un gesto che rispecchia chiaramente la carica di odio presente in quegli anni. Nei giorni successivi fu addirittura difficile trovare un parroco che volesse assumersi la responsabilità di celebrare il funerale di Sergio, per paura di ritorsioni e minacce. Durante il funerale, dalle finestre dei palazzi che fronteggiavano la chiesa, i militanti antifascisti fotografavano i presenti per le future aggressioni. Le foto furono ritrovate, anni più tardi, nel covo di Viale Bligny, dove un vero e proprio archivio conteneva le informazioni di centinaia di militanti della destra milanese come Sergio, potenziali bersagli da colpire e da uccidere. 

Venerdì 11 maggio ricorderemo Sergio. Presenteremo “Milano Burning”, il film-documentario diretto da Paolo Bussagli. Con noi ci saranno anche Paola Frassinetti, oggi Deputata alla Camera e in quegli anni militante, con Sergio, del Fronte della Gioventù di Milano e Guido Giraudo, anch’egli militante del FdG e autore del libro “Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura”. Interverranno anche il Senatore Achille Totaro e il consigliere comunale Francesco Torselli. 

VENERDì 11 MAGGIO ORE 21 - HOTEL MEDITERRANEO 
Lungarno del Tempio 44, Firenze
IN RICORDO DI SERGIO RAMELLI:
PROIEZIONI, TESTIMONIANZE, INTERVENTI

domenica 15 aprile 2012

CASAGGì E GIOVANE ITALIA RICORDANO GIOVANNI GENTILE...


LA GIOVANE ITALIA E CASAGGì RICORDANO IL GRANDE FILOSOFO GIOVANNI GENTILE, ASSASSINATO A FIRENZE 68 ANNI FA

TORSELLI (PDL): "ASSURDO CHE FIRENZE NON ABBIA MAI POSTO UNA TARGA PER RICORDARNE LA GRANDEZZA". SCATARZI (GIOVANE ITALIA): "LA MEMORIA CONDIVISA DI UN POPOLO SI COSTRUISCE ANCHE ATTRAVERSO IL RICORDO DEI GRANDI UOMINI". DRAGHI (GIOVANE ITALIA): "IL QUARTIERE 2 NON HA MAI VOLUTO APPORRE UNA LAPIDE PARLANDO DI REVISIONISMO".

Questa mattina, in occasione del 68° anniversario della morte di Giovanni Gentile, grande filosofo, pedagogo ed accademico del '900, ucciso a Firenze da un commando partigiano dei G.A.P. nel 1944, una delegazione composta da una ventina di militanti di Casaggì e della Giovane Italia ha deposto un mazzo di fiori nel luogo in cui Gentile fu ucciso in ricordo dell'illustre intellettuale. La delegazione era guidata da Francesco Torselli, dirigente nazionale della Giovane Italia e consigliere comunale del PdL a Firenze, Marco Scatarzi, Presidente della Giovane Italia di Firenze, ed Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e consigliere del PdL al Quartiere 2.

Giovanni Gentile fu ucciso a colpi di pistola da un commando partigiano guidato da Bruno Fanciullacci a 70 anni, mentre rientrava a casa, disarmato, con la propria auto. La colpa di Giovanni Gentile era quella, stando alla rivendicazione di chi lo uccise, di aver aderito (peraltro come la stragrande maggioranza degli intellettuali dell'epoca) al Fascismo.

"Giovanni Gentile non è un martire del Fascismo - ha detto nel breve discorso pronunciato al momento della deposizione dei fiori Francesco Torselli - ma un grande italiano, uno dei più illustri pensatori del '900, un accademico ed un pedagogo tra i più importanti che il nostro paese abbia conosciuto. L'uomo che con Croce ha dato i natali alla corrente filosofica del neoidealismo, l'uomo la cui riforma della scuola ha fatto sì che l'Italia primeggiasse in questo settore per oltre sessant'anni, il fondatore della Treccani, non può essere definito e trattato come una comune vittima della guerra civile italiana e pertanto, come accaduto per tutti i morti sul fronte degli sconfitti, dimenticato".

"Giovanni Gentile è stato un personaggio che meriterebbe statue, piazze e monumenti in tutta Italia - ha proseguito Torselli - ma a Firenze il comune si rifiuta perfino di apporre una targa sul luogo dove fu ammazzato, nonostante il consiglio comunale abbia deliberato in passato di apporre una lapide alla sua memoria. Certo, se si pensa che alcuni consiglieri comunali che addirittura siedono nella maggioranza che sostiene il sindaco Renzi, lo scorso anno, avevano proposto di rimuoverne le spoglie dalla basilica di Santa Croce, si capisce a che livello di idiozia possa portare il paraocchi ideologico".

Sulla stessa lungheza d'onda interviene Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e Consigliere del PdL al Quartiere 2: "appena eletto, presentai una mozione al Quartiere per chiedere di istallare perlomeno una targa alla memoria del filosofo nei giardini antistanti Villa Montalto. La risposta, grottesca, de Quartiere fu che il gusto dei cittadini di Campo di Marte non era pronto per quell'assaggio di revisionismo inopportuno".

"Mi sono anche fatto promotore - prosegue Draghi - di istallare a mie spese sul muro esterno della Villa una lapide che ricordasse il luogo dell'assassinio di Gentile, ma in questo caso a rispondermi fu il legale rappresentante delle proprietarie attuali dell'immobile il quale mi fece notare come una 'targa funebre' non sarebbe stata appropriata esteticamente ad un luogo che ospita solitamente feste, matrimoni e ricevimenti. Una risposta ridicola, ma purtroppo ad oggi, la memoria di Gentile resta ancora senza ricordo".

"Una targa funebre - conclude ironicamente Marco Scatarzi, Presidente Cittadino della Giovane Italia - in effetti potrebbe essere 'poco appropriata esteticamente' per un posto del genere, per noi, vista la bellezza di questa zona, è decisamente meno 'appropriata esteticamente' la discarica abusiva tollerata di fronte a Villa Montalto che oggi, mette in bella mostra, perfino un frigorifero abbandonato. Tra una discarica ed una lapide in marmo con un nome ed un cognome, peraltro di un grande personaggio della nostra storia, crediamo decisamente che sia meno appropriata la prima".

"Tornando seri - conclude Scatarzi - la memoria di uno dei più grandi pensatori ed accademici del '900, ucciso proprio nella nostra città, è affidata per l'ennesimo anno ad un gruppo di ragazzi che, in autonomia, decidono ogni 15 aprile di portare un fiore sul luogo di quell'omicidio, il silenzio delle istituzioni è vergognoso. Quando la sinistra che governa questa città capirà che la memoria condivisa di un popolo si costruisce anche attraverso i grandi uomini che ne hanno animato la storia, a prescindere dal colore politico, avremmo definitivamente compiuto un passo importante. Purtroppo, credo ci siano ancora troppe persone che lucrano e creano la propria notorietà incentivando rancori e tentando di mantenere vivi antichi odii ideologici".

martedì 3 aprile 2012

ANNI DI LOTTE: CENA E SERATA A CASAGGì!



Casaggì lancia un momento comunitario di autofinanziamento e di confronto. Una serata aperta a tutti, quella di lunedì 16 aprile, all'interno della quale le generazioni militanti si confronteranno, si racconteranno e si conosceranno. Si inizia dalle 20,30 con il buffet preparato dalla nostra cucina, per poi proseguire con gli interventi, con la proiezione di filmati e con il sottofondo della nostra musica. Tra i diversi ospiti, anche il senatore Achille Totaro. Il ricavato della serata servirà a finanziare la Comunità.

sabato 24 marzo 2012

BLITZ PER LA VITA: CHIUSI SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI...


BLITZ DI CASAGGì E GIOVANE ITALIA: I MILITANTI DELLA DESTRA GIOVANILE “CHIUDONO” SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI, ETICHETTANDOLI COME “SCENA DEL CRIMINE” CON NASTRO DI NYLON, MANIFESTI E STRISCIONI CONTRO L’ABORTO E IN DIFESA DELLA VITA.

FAVOREVOLI ALLA SEPOLTURA DEI FETI ABORTITI AVANZATA DAI VERTICI DELLA GIUNTA COMUNALE E FORTI CRITICHE AL RUOLO DEI CONSULTORI: SIANO SPAZI DI CONFRONTO E NON SOLO “ABORTIFICI”.

"Questa notte una settantina di militanti di Casaggì e della Giovane Italia hanno realizzato un'azione simbolica nei confronti dei consultori fiorentini, apponendo di fronte agli ingressi degli stessi un nastro in nylon come quello utilizzato dalle forze dell'ordine per circoscrivere le scene dei crimini, dei cartelloni contro l’aborto e degli striscioni con slogan in difesa della vita.

Il messaggio che Casaggì e la destra giovanile ha voluto lanciare, nel rispetto della legalità e senza compiere nessuna interruzione di servizio e nessun danneggiamento, è quello di una forte critica all'applicazione della Legge 194 nel nostro paese. La legge 194 non è soltanto "la legge che permette l'aborto", ma un dispositivo legislativo che assegna un ruolo di primaria importanza ai consultori, i quali dovrebbero avviare, con chi richiede una interruzione volontaria di gravidanza, percorsi informativi e conoscitivi per tentare di trovare soluzioni alternative alla scelta più drastica, ovvero quella di ricorrere all'interruzione della vita.

Purtroppo, nel nostro paese, i consultori recitano ben altro ruolo, ovvero quello di svolgere esclusivamente la parte burocratica necessaria a giungere all'interruzione volontaria di gravidanza, che resta una pratica da compiere attraverso qualche modulo e una firma.

Noi crediamo, da sempre, nella sacralità della vita e pertanto consideriamo l'aborto un orrendo gesto contro il diritto alla stessa vita, che per noi ha inizio con il concepimento. Crediamo che non possa spettare a nessun uomo il diritto di decidere chi debba e chi non debba venire al mondo e che sia sacrosanto dovere ogni Civiltà degna di questo nome impedire facili fughe dalle responsabilità, specie se nei confronti di creature indifese.

La Legge 194 prevede la possibilità di ricorrere all'aborto entro i primi 90 giorni dal concepimento, ma al tempo stesso impone ai consultori il dovere di cercare con la donna in gravidanza tutte le possibili alternative all'aborto. Ma che questo avvenga davvero, purtroppo, abbiamo forti dubbi. Ecco perchè, con questa nostra azione, abbiamo voluto puntare il dito contro i consultori, rei di assomigliare sempre più a degli "abortifici" nei quali l’interruzione di gravidanza non è tanto il passo estremo e doloroso di un percorso di confronto, ma un rimedio facile e un metodo anticoncezionale un po’ più invasivo (parametro che, peraltro, è venuto meno con l’introduzione delle pillole Ru486) e sempre meno a delle strutture autenticamente sociali.

Ci complimentiamo infine con l'amministrazione comunale fiorentina che proprio in questi giorni sta approvando un regolamento che permetta a questi bambini mai nati di trovare quantomeno una degna sepoltura nei nostri cimiteri. Speriamo che il consiglio comunale, maggioranza e opposizione, licenzino presto e positivamente questo nuovo regolamento, nonostante le solite voci dell'estrema sinistra ideologizzata che hanno perfino criticato quei medici che si rifiutano
di praticare questa barbarie.

A questi medici va tutta la nostra solidarietà ed il nostro rispetto per non anteporre la propria professione alla propria coscienza. E troviamo quanto meno grottesco che l’interruzione volontaria di una vita possa essere considerata una conquista. Le conquiste di un Popolo, per noi, sono altre: una casa ed un lavoro per tutti, la lotta alle ingerenze dei poteri forti, la sovranità monetaria e nazionale, il rispetto internazionale e uno Stato sociale in grado di garantire i diritti fondamentali della persona e di tutelare, in primis, i propri figli più deboli".




lunedì 19 marzo 2012

CASAGGì LANCIA "FUTURI imPROBABILI": RASSEGNA CINEMATOGRAFICA A TEMA...


Una strada deserta, una città spettrale, rumori sommessi e una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Niente elettricità, niente acqua corrente, niente riscaldamento, niente casa, niente famiglia, niente lavoro, niente amici, niente di niente. In città sei rimasto l’unico e per sfamarti spari a qualche animale selvatico che attraversa ciò che resta di un viale ad alto transito. Non sai quale possa essere la causa di tutto questo: un inverno nucleare, la fine delle risorse, un black out generale del mondo moderno, l’implosione di un modello, un virus sfuggito al controllo dei laboratori, la metastasi della tecnica eretta a demiurgo. Non importa, perché ogni giorno è una scommessa e ogni attimo è decisivo. Non esiste più una società, non esiste più un’umanità, eppure il tuo istinto di sopravvivenza ti spinge ad andare avanti, a cercare, a continuare a combattere per vedere ancora una volta il tramonto e barricarti in casa, in attesa della luce. E’ dura, ma conosci le forza elementari, hai imparato a misurarti con la loro brutale e fredda essenzialità e con la totalità della natura, di nuovo protagonista dei ritmi e della vita.

Sono gli estratti di alcuni film catastrofici, ma che col tempo stanno tristemente acquisendo una stringente corrispondenza con gli scenari previsti da molti studiosi, preoccupati da un modello di sviluppo proteso al progresso e alla rincorsa della produttività ad ogni costo e per niente attento agli equilibri del pianeta, alla distribuzione delle risorse e degli utili, al rapporto tra uomo e natura. Un equilibrio delicatissimo, che rischia di venire meno travolgendo il mondo nel quale viviamo.

Cinecrew e Casaggì hanno scelto di proiettare alcuni di questi film, già noti al grande pubblico, per rileggerli in chiave realistica. “Io sono leggenda”, “Il mondo dei replicanti”, “28 settimane dopo”, “Codice genesi”, “The road”, “Essi vivono”: sei proiezioni a tema, tutte incentrate sul futuro che non conosciamo, laddove una catastrofe è in agguato, laddove le forze elementari sono pronte a farsi riscoprire in tutta la loro essenzialità. Film accattivanti, che nascondono riflessioni profonde dietro ai pixel degli effetti speciali. Film che ci ammoniscono, che ci insegnano, che vogliono stupire e mettere in guardia, forse…

LA PROGRAMMAZIONE DI CASAGGì:

Mercoledi 28 marzo ore 22: IO SONO LEGGENDA
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20

Mercoledi 4 aprile ore 21,30: IL MONDO DEI REPLICANTI

Mercoledi 11 aprile ore 22: 28 SETTIMANE DOPO
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20 

Mercoledi 18 aprile ore 21,30: CODICE GENESI

Mercoledi 2 maggio ore 21,30: THE ROAD

Mercoledi 16 maggio ore 22: ESSI VIVONO
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20

Sempre a Casaggì Firenze, in via Frusa 37 (zona stadio).

sabato 17 marzo 2012

MARIO MERLINO A CASAGGì: EMOZIONI, ANTICONFORMISMO E IRRIVERENZA...



Sala piena e gente in piedi, come da consuetudine. Un'ottima cena comunitaria e, a seguire, una bellissima conferenza, informale e genuina come accade dalle nostre parti. Mario Merlino, a Casaggì, era atteso da tempo. Una persona speciale, di quelle che ti raccontano con l'umiltà e la passione che le travolge i fatti che hanno animato la propria esistenza. Persone dotate di una semplicità e di una vanità positiva come poche altre, che riescono a trasmetterti sempre qualcosa che va oltre il concetto e la logica. E ieri sera è successo questo, per due ore suonate. 

Mario ci ha raccontato il suo sessantotto, quello più bello. Quello dei tanti giovani che, da destra e da sinistra, scelsero insieme di ribellarsi ad un mondo vecchio, ipocrita e malsano. Lo fecero spensieratamente, senza steccati e senza odio, con l'impeto dei vent'anni e l'illusione che niente sarebbe più stato come prima. Dovettero fare i conti, a sinistra e ancor di più a destra, con gli adulti della propria parte, infastiditi da una trasversalità d'intenti che non s'aveva da fare. E così arrivarono i bastoni e il sangue divise per sempre i rossi e i neri. Da quel momento avrebbero parlato le p38, le bombe e i morti sul selciato.

Eppure in quei giorni c'era stato tutto: il sogno, la speranza, la lucida follia, la gioventù, la ribellione, la musica, la poesia, la cultura, le partite di pallone nella facoltà occupata, gli scontri con le guardie. Quei giovani erano "spirito anticonformista per eccellenza, antiborghese sempre, irriverente per vocazione", come ebbe a dire Robert Brasillach guardando i giovani fascisti della generazione precedente. 

Come sarebbe andata senza le pelose interferenze dall'altro? Non è dato saperlo, e forse non importa. Quel che importa è che sia stato, perchè talvolta ciò che si fa non si fa per il gusto di ottenere una vittoria, ma perchè - più stoicamente - "combattere è un destino". 

lunedì 12 marzo 2012

ARRIVA CASAGGì EMPOLI!


Sta nascendo Casaggì anche a Empoli. I militanti del circondario si sono messi a lavoro per realizzare uno spazio identitario che possa ospitare un piccolo bar, una libreria per la diffusione della cultura identitaria, uno spazio per proiezioni e cineforum e una sala per conferenze e riunioni. Uno spazio libero, che intendiamo mantenere e pagare da soli coi soli mezzi dell'autotassazione e delle attività sociali di autofinanziamento. Con cemento, vernici e tanta buona volontà, sull'esempio fiorentino, ci si costruisce la casa mattone su mattone. Un esempio reale di politica fatta dal basso, senza padroni e senza finanziatori, con la consapevolezza di essere un pugno di sognatori e di folli contro tutto e contro tutti, ma certi della nostra energia e della nostra voglia di fare, dell'aiuto quotidiano di una Comunità che non ha mai smesso di credere, della mano tesa di tanti fratelli, dell'assoluta novità di un percorso metapolitico da destra che ad Empoli non ha precedenti. Per questo avremo bisogno dell'aiuto di tutti, economico, fisico e militante. 

INDIRIZZO SEDE: VIA ROMA 26, EMPOLI
TELEFONI: 392/8574348  334/1310079
SITO WEB www.casaggiempoli.blogspot.com
SITO CENTRALE: www.casaggi.org

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martedì 6 marzo 2012

"E VENNE VALLE GIULIA"...PRESENTAZIONE A CASAGGì



E venne Valle Giulia s’è imposto quale titolo all’originale La Spranga sui denti, nato alle prime ore del mattino e prima che si rendesse in libro. Provocatorio, irriverente, un po’ guascone. Non solo mazzate e teste vuote, però. Un ragazzaccio in camicia nera racconta la storia di un percorso di mani levate, di piazze e di scontri, di sentimenti e di idee. Oggi, dopo quarant’anni, ha la pretesa di essere ancora in cammino. Vagabondo.

La copertina, composizione e colori, fi ga intuizione e realizzazione di Marco Ruperto, rinnova la vanità d’essere là, a Valle Giulia, con quanto resta dell’asse di una panchina e la panchina prossima a spiccare il volo. Anni Sessanta, inquieti e preservati integri anche dopo, quando le giornate di Marzo si sono trasformate in autunno (caldo) e i colori intristiti (bombe e P38).

Atmosfere, parole, gesti. Quel mondo evidenziato nella presentazione da Luciano Lanna quale memoria gioiosa, libertaria (l’anarco-fascismo già caro a Brasillach), dissacrante. Voce di una generazione e non soltanto di personale vissuto. Il futuro diventa passato, sentieri sovente interrotti, porte divelte e sbattute in faccia d’altri e sulla propria. Se “entrammo nella vita dalla porta sbagliata”, sempre faccia al sole e in culo al mondo. Rifiuto d’ogni rendiconto. Zero alibi, zero rimpianti. Leggere per credere.

L'Autore: Mario Michele Merlino, docente di storia e filosofi a, autore con Rodolfo Sideri di: Inquieto novecento e Strade d’Europa. Sempre per le edizioni Settimo Sigillo ha tradotto I Poemi di Fresnes e scritto Ritratti in piedi. Nichilista, anticonformista, poeta, come il suo antenato prigioniero nella foresta di Brocéliande.

VENERDì 16 MARZO ORE 21
PRESENTAZIONE A CASAGGì
nel 44° anniversario della battaglia
DALLE 19 APERITIVO E CENA PER TUTTI

lunedì 27 febbraio 2012

GIORGIA MELONI A FIRENZE: UNA GIORNATA MEMORABILE!

 Una parte della sala durante la presentazione del libro

Giorgia Meloni in visita a Casaggì

Si è svolta ieri pomeriggio, come da programma, l’attesa presentazione di “Noi crediamo”, con Giorgia Meloni. In una Villa Arrivabene stracolma di gente e di giovani si è parlato della meglio gioventù d’Italia. Sala stracolma, corridoi pieni e gente fuori nel piazzale, bloccata all’ingresso dagli impiegati comunali per la troppa folla presente nei locali. Un pomeriggio memorabile, nel quale si sono susseguite le storie di tante persone che non hanno mollato, che si sono messe in gioco, che hanno scommesso su questo paese e sulle proprie capacità, che hanno voluto rifuggire quello stereotipo giovanile condito di apatia e di superficialità che quest’epoca di acque basse e di deserti ha contribuito a creare. Storie vere, dirette, di una forza dirompente e di una grande semplicità: quella che non fa notizia, ma che manda avanti questo paese ogni santo giorno con costanza e dedizione. Stracolma e partecipatissima, a seguire, la serata organizzata a Casaggì, con una cena sociale impeccabile e un’armata di cari amici che come ogni volta ha saputo stringersi attorno al proprio avamposto di idee e di azioni.

Moltissimi i giovani, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, ma anche ragazzi del quartiere spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere un mondo politico fatto di impegno e di passione, di militanza vera e di ideali senza tempo. L’ennesimo successo di una Comunità politica che a Firenze ha rotto tabù insormontabili fino a qualche anno fa e lo ha fatto lavorando, senza perdersi in chiacchiericci da bar e in proclami virtuali. E questo è ciò che hanno trovato oggi e che troveranno sempre gli ospiti dei nostri eventi: non accolite di portaborse in doppiopetto, ma ragazzi con lo sguardo pulito e tanta voglia di lottare e di lasciare un segno su questa Terra, come lo hanno lasciato quelli che ci hanno consegnato questo testimone ideale, difendendolo a costo della vita.

Impeccabile come sempre Giorgia Meloni, conferma quotidiana di una politica nata per strada e in sezione, cresciuta con gli sforzi e le capacità di una Comunità nazionale e giunta a questi traguardi con l’umiltà e la volontà dei più forti, quelli che guardano oltre il muro dell’omologazione e hanno visioni profonde. Una politica che vuole essere partecipazione e giustizia sociale, amore per il Popolo e dono; che non ha paura di criticare chi sbaglia, anche e soprattutto se sta da questa parte; una politica fatta di gente che prima di aprire bocca affigge migliaia di manifesti e distribuisce migliaia di volantini; una politica fatta di sedi presidiate e difese, di avamposti tra le rovine, di amori sconfinati e destini che si intrecciano; una politica che non si arrende, che costruisce, che condivide, che non odia, che edifica, che antepone il bene comune al proprio ego, che sogna, che non torna indietro, che parla una lingua chiara e può tenere la testa alta. Una politica che ha saputo coniugare lo strumento delle istituzioni con le proprie radici culturali e valoriali, senza sminuirne l’identità e senza diventare il mezzo di nessuno. Una politica come poche altre: libera e bella.

E questa meglio gioventù d’Italia, in una data come questa, non può che dedicare questi magnifici intenti di lotta e vittoria a Mikis Mantakas, martire europeo. Quel testimone è in buone mani.

lunedì 20 febbraio 2012

APPROVATA LA NOSTRA PROPOSTA: UNA STRADA A BOBBY SANDS...


Quest'oggi il consiglio comunale ha votato e approvato la nostra proposta, portava avanti da Francesco Torselli, per intitolazione di una via a Bobby Sands. Una vittoria che rivendichiamo con orgoglio e che vogliamo dedicare a chi, ancora oggi combatte per la libertà dei popoli e per l'autodeterminazione. In Irlanda, ma non solo. 

Tiocfaidh ár lá!

sabato 18 febbraio 2012

GIORGIA MELONI A FIRENZE PER "NOI CREDIAMO".


«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell’eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant’anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l’utopia dell’unità nazionale».

In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.

Per loro c’è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l’Italia del merito capace di far emergere e premiare l’energia visionaria, la tenacia, il talento. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.

Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi – dalla lotta alla mafia alla difesa della vita – per cui l’autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l’intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all’Italia per essere un Paese migliore.

GIORGIA MELONI PRESENTA IL SUO LIBRO
"NOI CREDIAMO"
LUNEDì 27 FEBBRAIO 2012
VILLA ARRIVABENE ORE 18
Piazza Alberti 1/a - Firenze (sala consiliare Quartiere 2)

giovedì 9 febbraio 2012

OLTRE LE SBARRE: PROIEZIONI SULLA CARCERAZIONE A CASAGGì.


Nel 2011, in un solo anno, nelle carceri italiane si sono registrati 74 suicidi. Dal 1997 si sono tolti la vita in 912, 822 detenuti e 90 agenti di custodia. Tanti, sicuramente troppi per un paese che vorrebbe essere considerato “sviluppato”. Duecentosei carceri, settantamila detenuti e una situazione esplosiva fatta di spazi negati, di violenze reiterate, di giri di droga tollerati, di ritorsioni, di strutture fatiscenti, di corruzione, di sovraffollamento e di sporcizia. I trentottomila agenti presenti, ovviamente, sono troppo pochi e non riescono a gestire al meglio quella che è ormai un’emergenza permanente.

Una situazione che va riformata totalmente. Un contesto che produce vittime a tutti i livelli: tra i detenuti, costretti a vivere in meno di due metri quadrati, e tra gli agenti, sempre allontanati dalla famiglia e abbandonati dalle garanzie in merito alle ferie, ai turni di riposo e alle paghe. Una guerra tra poveri, insomma. Una guerra che non fa onore ad un paese civile, il cui compito dovrebbe essere quello di rieducare rispettando i diritti umani e creando contesti vivibili e controllati.

La politica ha altre priorità. E’ per questo che dei 670 milioni di euro disponibili per l’ampliamento delle strutture esistenti e la costruzione di nuove ne sono stati impiegati soltanto 70. Uno dei pochi casi in cui i soldi ci sarebbero, ma la volontà no. Una vergogna che miete vittime e che mette in discussione l’applicazione dei diritti fondamentali della persona nel nostro paese. Una vergogna cui va posto rimedio, sensibilizzando le istituzioni e la popolazione, attivandosi, creando sinergie con le associazioni impegnate nel settore, denunciando i malfunzionamenti e gli abusi.

Per una carcerazione umana. Per i diritti dei detenuti.

OLTRE LE SBARRE
Ciclo di proiezioni sulla carcerazione
A CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

Mercoledì 15 febbraio ore 22
LE ALI DELLA LIBERTA’ con cena ore 20

Mercoledì 22 febbraio ore 21.30
IL PROFETA

Mercoledì 29 febbraio 2012 ore 22
FUGA DA ALCATRAZ con cena ore 20

Mercoledì 07 marzo ore 21.30
CELLA 211